L’irrefrenabile esigenza di proteggere gli orsi marsicani

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L’irrefrenabile esigenza di proteggere gli orsi marsicani

L’orso marsicano è uno dei simboli dell’Abruzzo, forse il più rappresentativo anche da un punto di vista faunistico-culturale, niente più dell’orso è “ forte e gentile”, eppure è una delle specie mondiali a rischio di estinzione, e  facciamo troppo poco per difenderla.

La tragica notizia di questi giorni è quella legata alla morte nel comune di Villavallelonga ( fuori dal territorio del Parco Nazionale) di un orsa e i suoi due cuccioli, annegati in una vasca di raccolto dell’acqua piovana. Il fatto ha creato forte imbarazzo e sgomento, tra gli addetti ai lavori, che da anni denunciano la necessità di prestare più attenzione, richiedendo a gran voce la necessità di adattare il territorio alle specie animali che da secoli lo ospitano. Il WFF non ci sta è con una nota si rivolge a tutte e le istituzioni, ma anche a tutti i cittadini:

Tutti dunque devono sentirsi coinvolti e “responsabili” per quanto accaduto dal Ministero dell’Ambiente ai Presidenti delle Regioni dell’areale dell’orso (prime fra tutte Abruzzo, Lazio e Molise), dai tanti Sindaci che amministrano quei territori ai responsabili delle aree protette a partire dallo storico Parco d’Abruzzo. In molti avrebbero potuto agire in termini preventivi e possono ancora farlo, comprese le forze di Polizia, i Magistrati, gli imprenditori agricoli e non. Un territorio si gestisce infatti con l’attenzione di tutti e con un’attenta opera sensibilizzazione accompagnata sempre da coerenti azioni di controllo e repressione. Non è possibile che tre orsi muoiano per non aver messo in sicurezza una vasca di raccolta dell’acqua dove 8 anni fa erano morti altri due orsi nello stesso identico modo. C’è dunque una vera corresponsabilità. Istituzionale e non, perché si continua ad approcciarci a questa specie come se non ne rimanessero solo 50 esemplari prima della sua definitiva estinzione.